La società nasce ufficialmente ad Alessandria nel 1876, ma la sua storia comincia ancora prima: nel 1807 Luigi Paglieri apre una bottega in città e nel retrobottega alla vendita affianca progressivamente la produzione artigianale di creme, ciprie, rossetti e parrucche. Quando Luigi e il figlio Lodovico danno forma all'impresa, l'Italia unita ha appena quindici anni.
Da allora le vicende di Paglieri si intrecciano con quelle del Paese. L'industrializzazione di inizio ‘900, la produzione in serie di profumi e colonie negli anni Venti, la guerra, il bombardamento dello stabilimento, la ricostruzione. Poi arrivano il boom economico, la società dei consumi, la grande distribuzione e, più recentemente, l'internazionalizzazione.
Dentro questa storia ce n'è un'altra, diventata parte dell'immaginario italiano. Nel 1923 nasce Felce Azzurra, inizialmente come acqua di colonia; nel 1926 arriva il talco. Un marchio capace di attraversare un secolo conservando una riconoscibilità sorprendente. Nel 2020 Felce Azzurra viene riconosciuta Marchio Storico di interesse nazionale e nel 2023, per il centenario, le viene dedicato un francobollo della serie Le Eccellenze del Sistema Produttivo ed Economico.
Il patrimonio di Paglieri non vive soltanto nei prodotti, ma anche nel modo in cui l'impresa li racconta. Dai manifesti d'autore - tra cui quelli di Gino Boccasile, vedi cover del post - a Carosello, passando per testimonial come il Quartetto Cetra, Erminio Macario, Sandra Mondaini, Ornella Vanoni e Loredana Bertè, la comunicazione accompagna l'evoluzione dei linguaggi e dei costumi italiani. Già negli anni Trenta una cipria chiamata Velluto di Hollywood intercettava il fascino esercitato dal cinema americano. Pubblicità e packaging diventano così documenti di un Paese che cambia gusti, modelli e aspirazioni.
Eppure, mentre prodotti, mercati e linguaggi cambiano, qualcosa rimane. La famiglia. Dalla bottega di Luigi Paglieri all'attuale governance, che vede Debora Paglieri, Fabio Rossello e Lodovico Paglieri nel ruolo di amministratori delegati e Ginevra Rossello Paglieri nel Consiglio di amministrazione, sette generazioni hanno accompagnato l'impresa attraverso oltre due secoli di trasformazioni.
Una continuità che oggi trova espressione anche nell'appartenenza di Paglieri ad AIDAF – Italian Family Business, l'associazione delle imprese familiari italiane che pone al centro temi come la continuità generazionale, la responsabilità della proprietà e la qualità della governance.
Nel caso di Paglieri corporate heritage e family heritage si intrecciano: conoscenze, responsabilità e identità non vengono semplicemente conservate, ma consegnate da una generazione alla successiva affinché siano nuovamente interpretate.
Perché 150 anni di storia non sono solo qualcosa da celebrare. Sono una riserva di identità con cui continuare a crescere.