Anita Ekberg Gattinoni
Anniversari
21 Ago 2026
Gattinoni 1946–2026

La maison Gattinoni nasce ufficialmente a Roma nel 1946, quando Fernanda Gattinoni apre il proprio atelier di Alta Moda in via Marche. Aveva maturato esperienze tra Londra e Parigi e lavorato per la Sartoria Ventura. 

Nel dopoguerra Roma diventa uno dei luoghi nei quali l'Italia ricostruisce la propria immagine nel mondo. Cinecittà, le produzioni americane e la stagione di Hollywood sul Tevere trasformano la capitale in un crocevia internazionale. Anche la moda partecipa a questa trasformazione.

C'è un abito che più di altri permette di comprendere che cosa significhi entrare nell'immaginario collettivo. È di Gattinoni quello indossato da Anita Ekberg nella celeberrima scena della Fontana di Trevi de La dolce vita. Quell'immagine ha attraversato generazioni e confini fino a diventare una rappresentazione universale di Roma e di una particolare idea dell'Italia: bellezza, eleganza, cinema, libertà, seduzione. 

Ma il corporate heritage non si misura soltanto attraverso la forza delle proprie icone. La vera sfida comincia quando occorre continuare una storia senza limitarsi a ripeterla.

Dagli anni Settanta Fernanda viene affiancata dal figlio Raniero, che purtroppo scompare prematuramente nel 1993. Stefano Dominella assume allora la presidenza e Guillermo Mariotto la direzione creativa. Fernanda Gattinoni muore nel 2002. Con lei scompare la fondatrice, non il patrimonio di cultura che aveva costruito.

E in questo caso la parola patrimonio non è soltanto una metafora. L'archivio della maison conserva materiali a partire dagli anni Trenta: disegni, abiti, fotografie, video e documentazione. Nel 2009 l'Archivio Gattinoni Due viene dichiarato dalla Soprintendenza archivistica del Lazio “di interesse storico particolarmente importante”. 

Ma un archivio diventa davvero heritage quando ciò che custodisce torna a essere interrogato.

Ed è qui che l'ottantesimo anniversario diventa interessante. Nel febbraio 2026 Gattinoni sceglie White Milano per rilanciare il ready to wear con la collezione autunno-inverno 2026-27, sotto la direzione creativa di Luigi Filippo Morelli.

Canova, Bernini, Michelangelo e Ghiberti diventano riferimenti per volumi, drappeggi, lavorazioni e superfici. Il passato non viene riprodotto. Viene utilizzato.

Morelli sintetizza bene il principio: il suo lavoro non è «replicare il passato, ma interpretarlo». 

Questa è la chiave per leggere gli ottant'anni di Gattinoni. Da una parte un archivio che conserva le tracce materiali della sua storia. Dall'altra una nuova generazione chiamata a interrogarle per costruire qualcosa che ancora non esiste.

Perché conservare un archivio significa proteggere il passato. Usarlo significa trasformarlo in heritage.

La nostalgia cerca nel passato qualcosa da ripetere; l'heritage qualcosa con cui continuare a progettare.

Immagine da: wikipedia.org

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