La storia di Acqua Minerale San Benedetto prende avvio ufficialmente il 10 aprile 1956, data di costituzione della società ad opera di Bruno ed Ermenegildo Scattolin e di Augusto Zoppas, che assume la carica di primo presidente.
La nascita dell’azienda segue di poco la scoperta, nel 1955, di una fonte a Scorzè, in provincia di Venezia. Il nome “San Benedetto” deriva dalla sorgente stessa e richiama la tradizione toponomastica e religiosa del territorio. L’acqua non è solo prodotto, ma matrice identitaria attorno a cui si struttura il progetto industriale.
A questa dimensione simbolica si lega anche la rondine del logo, animale tradizionalmente associato a San Benedetto e al ritorno della primavera, come ricordato dal celebre proverbio popolare: «A San Benedetto, la rondine sotto il tetto», che collega il 21 marzo – antica data di celebrazione del Santo e giorno dell’equinozio di primavera – al ritorno delle rondini e all’inizio della nuova stagione. Nel brand, la rondine è metafora di rinascita e fedeltà al luogo d’origine: un segno grafico che integra tradizione religiosa, cultura popolare e identità d’impresa.
La presidenza di Augusto Zoppas suggella l’inizio di un legame destinato a consolidarsi nel tempo. Con il progressivo rafforzamento del ruolo della famiglia – in particolare dagli anni Settanta – l’azienda struttura la propria crescita mantenendo una guida familiare. Oggi, Enrico Zoppas, Presidente e AD, assicura continuità strategica e visione di lungo periodo. Questo elemento rappresenta una componente essenziale del Corporate Heritage: la memoria imprenditoriale si trasmette attraverso stabilità, cultura manageriale condivisa e adattabilità ai mutamenti del mercato.
La valorizzazione della tradizione aziendale trova espressione, grazie ai documenti dell’Archivio Storico, nel Museo di Acqua Minerale San Benedetto, inaugurato nel 2016 in occasione delle celebrazioni per i 60 anni dalla nascita, presso lo stabilimento di Scorzè. Il percorso espositivo raccoglie bottiglie storiche, etichette, campagne pubblicitarie, macchinari e documenti d’archivio che restituiscono oltre mezzo secolo di evoluzione produttiva e comunicativa.
Le forme del packaging raccontano i cambiamenti del gusto e del design italiano; l’evoluzione tecnologica documenta la capacità di innovare restando fedeli alla propria origine. Il museo si configura come archivio narrante e strumento strategico: luogo di formazione interna, presidio reputazionale, spazio di dialogo con il territorio e con le nuove generazioni.
Grazie alle opportunità offerte dalle tecnologie digitali, l’archivio storico – cuore della raccolta – rappresenta un asset di valore crescente. Affinché, come la sorgente da cui trae origine e la rondine che la simboleggia, la lunga storia di San Benedetto continui ad alimentare il presente e a orientare il futuro dell’impresa.
Immagine da: sanbenedetto.it