Pantofola d'oro
Anniversari
30 Ott 2026
Pantofola d'Oro 1886–2026

Il derby della Madonnina è uno dei grandi classici del calcio mondiale. Una rivalità che attraversa le generazioni e che ha per teatro un luogo altrettanto carico di storia: San Siro, inaugurato il 19 settembre 1926, proprio con un Milan-Inter terminato 6-3 per i nerazzurri.

A cent'anni di distanza, alla vigilia di un nuovo derby, la memoria di quello stadio offre lo spunto per raccontare un'altra storia, meno conosciuta ma strettamente intrecciata a quella del calcio italiano: i 140 anni di Pantofola d'Oro, il marchio nato nel 1886 ad Ascoli Piceno.

Che cosa accomuna Sandro Mazzola, Luis Suárez, Fabio Capello e Gianni Rivera. Oltre ad aver scritto pagine importanti della storia di Inter e Milan, hanno indossato gli scarpini realizzati da un calzaturificio marchigiano che, nella seconda metà del Novecento, sarebbe diventato un riferimento per generazioni di calciatori.

La storia comincia con la famiglia Lazzarini, ma assume una fisionomia heritage negli anni Cinquanta grazie a Emidio Lazzarini, artigiano e campione di lotta. Insoddisfatto delle calzature utilizzate nelle competizioni sportive, comincia a sperimentare soluzioni più confortevoli. Nascono così scarpe da calcio realizzate a mano, con pellami morbidi e forme adattate ai piedi degli atleti.

La tradizione attribuisce a John Charles, leggendario attaccante gallese della Juventus, l'espressione che avrebbe dato il nome al marchio: scarpini comodi come pantofole. Da quel momento Pantofola d'Oro accompagna alcuni dei più grandi protagonisti del calcio mondiale, da Ferenc Puskás a Garrincha, da Cruijff a Gigi Riva.

Ma ciò che rende interessante questa vicenda in una prospettiva di Corporate Heritage non è la straordinaria galleria di campioni. È il rapporto tra un prodotto, il sapere che lo ha generato e il contesto storico nel quale ha trovato la propria affermazione.

Per decenni lo scarpino da calcio è stato anche un oggetto artigianale: un manufatto nel quale la conoscenza dei materiali, la capacità di interpretare le esigenze dell'atleta e la "sapienza" delle mani avevano un ruolo decisivo. Pantofola d'Oro appartiene a quella cultura produttiva, profondamente radicata nella tradizione manifatturiera italiana.

Poi il calcio cambia. Le grandi multinazionali, le sponsorizzazioni e la produzione industriale trasformano radicalmente il mercato. Il modello artigianale perde progressivamente competitività. Eppure, proprio in questo passaggio, la storia dell'impresa rivela un valore inatteso.

Negli anni 2000, con Kim Williams e Massimo Ubaldi prende forma un progetto di rilancio fondato sul recupero dell'identità storica del marchio. Due modelli degli anni Cinquanta vengono reinterpretati come calzature per il tempo libero e presentati a Pitti Uomo. Le forme, i materiali e i dettagli che appartenevano al mondo del calcio diventano il linguaggio di una nuova proposta rivolta alla moda quotidiana.

È un passaggio significativo: il patrimonio storico non viene semplicemente conservato o celebrato, ma utilizzato per costruire una diversa prospettiva di sviluppo.

L'archivio dei modelli, la memoria dei grandi campioni, le competenze artigianali e la riconoscibilità del marchio costituiscono un insieme di risorse materiali e immateriali che sono reinterpretate senza perdere il legame con le proprie origini.

Questa è per noi di Made In Heritage la lezione più interessante dei 140 anni di Pantofola d'Oro. La continuità di un'impresa non coincide necessariamente con la permanenza nello stesso mercato, né con la ripetizione immutabile dei prodotti del passato. Può manifestarsi anche nella capacità di riconoscere ciò che, della propria storia, conserva un significato e può generare nuovo valore.

Domani, a San Siro, il calcio tornerà a scrivere un'altra pagina della sua storia. Quella di Pantofola d'Oro ci ricorda che l'heritage d'impresa non è soltanto ciò che il tempo ci consegna, ma ciò che sappiamo farne.

Immagine da: pantofoladoro.com