I 175 anni di un monumento del patrimonio gastronomico italiano
Fiorucci 1850-2025
Il Natale, più di ogni altra ricorrenza, è il tempo in cui l’heritage gastronomico rivela con chiarezza il suo valore culturale e affettivo. La storia di Fiorucci affonda le radici nel 1850, a Norcia, quando Innocenzo Fiorucci avvia un’attività destinata a diventare parte integrante della tradizione norcina italiana. Nel corso del Novecento, grazie anche all’impulso imprenditoriale di Cesare Fiorucci, il marchio conosce una profonda trasformazione, affermandosi come riferimento della gastronomia italiana di qualità e del Made in Italy nel mondo. Il “mondo Fiorucci” racconta una visione in cui la qualità non è un attributo astratto, bensì il risultato di una filiera controllata, di un rapporto costante con il territorio, di una cultura del fare che si tramanda e si aggiorna. È questo insieme di pratiche, valori e narrazioni che costituisce il suo corporate heritage.
Il 10 dicembre 2025 la Cucina Italiana è stata ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un riconoscimento che non tutela singole ricette o piatti iconici, ma un sistema culturale complesso fatto di pratiche, saperi, rituali e relazioni sociali. E, soprattutto, di prodotti: perché la cucina italiana non esiste senza i suoi ingredienti, senza le materie prime che ne incarnano la storia e la rendono riproducibile nel tempo
In questo senso, marchi come Fiorucci non sono semplici attori del mercato alimentare, ma infrastrutture culturali della cucina italiana. Prodotti che permettono alla tradizione di essere praticata, trasmessa, condivisa. Quando l’UNESCO certifica un patrimonio immateriale, sono anche le aziende radicate nella storia produttiva del Paese a renderlo quotidianamente tangibile.
Fiorucci incarna questa dimensione. Il marchio non celebra il proprio anniversario limitandosi a una data o a una fondazione, ma lo rinnova ogni volta che entra in un momento significativo della vita quotidiana. Il Natale diventa così una lente privilegiata per leggere il suo percorso: non nostalgia, ma permanenza; non replica del passato, ma continuità di senso.
Nel contesto contemporaneo, dove il consumo è spesso rapido e disancorato, il corporate heritage di un marchio alimentare assume una responsabilità ulteriore. Raccontare da dove si viene, come si produce, perché certi sapori resistono. Fiorucci, attraverso la sua storia e la presenza durante le feste, mostra come l’identità d’impresa possa diventare parte di un patrimonio culturale più ampio, condiviso, riconoscibile.
Celebrare un simile anniversario insieme con l’ottenimento di un premio di “sistema” ci consente di ricordare che il cibo (soprattutto a Natale) non nutre solo il corpo, ma custodisce storie, valori e legami. E alcuni marchi, come Fiorucci, sanno farsene interpreti nel tempo
Immagine da: fioruccisalumi.it
