140 anni di ricerca, impresa e responsabilità familiare
Menarini 1886-2026
Nel panorama globale dell’industria farmaceutica, dominato da grandi gruppi multinazionali spesso poco distinguibili per modelli organizzativi e linguaggi, Menarini rappresenta un’eccezione. Fondata a Napoli nel 1886 come farmacia industriale, l’azienda ha attraversato 140 anni di storia mantenendo un’identità riconoscibile, costruita su continuità familiare, autonomia strategica e investimento scientifico di lungo periodo.
Il trasferimento a Firenze nel 1915 segna il passaggio alla dimensione industriale moderna. Ma è nel secondo ‘900 che la traiettoria di Menarini si definisce con maggiore chiarezza. Con l’ingresso in azienda, nel 1964, di Alberto Sergio Aleotti, Menarini intraprende una trasformazione profonda che riguarda non solo la scala, ma il modo stesso di concepire l’impresa farmaceutica. Internazionalizzazione e Ricerca & Sviluppo diventano assi portanti, sostenuti da una governance stabile e da una visione industriale indipendente.
In quegli anni prende forma anche una delle innovazioni più rilevanti del settore in Italia: la battaglia per il riconoscimento del brevetto sui farmaci, culminata nel 1978 con la sentenza della Corte Costituzionale che ne sancisce la legittimità. È un passaggio decisivo per l’intero sistema industriale, che consente alla ricerca farmaceutica di diventare motore strutturale dello sviluppo.
La crescita internazionale procede per integrazione industriale, non per mera espansione finanziaria. L’acquisizione della Berlin-Chemie nei primi anni Novanta, nel contesto che segue la caduta del Muro di Berlino, rafforza la presenza europea del gruppo e dimostra la capacità di rigenerare asset industriali complessi, trasformandoli in piattaforme di sviluppo. È un’idea di globalizzazione fondata sul radicamento produttivo e sul capitale umano.
Nel nuovo millennio, il passaggio generazionale consolida un tratto distintivo del corporate heritage Menarini: la dimensione familiare come forma di responsabilità, non di rendita. Con Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti, la continuità non è imitazione del passato, ma riaffermazione dei valori fondanti. L’azienda viene prima dei singoli: è una “sorella maggiore che richiede dedizione, metodo e visione.
La cultura manageriale che ne deriva è esplicitamente anti-verticistica: crescere significa circondarsi di competenze superiori, attrarre “giganti” e coordinarli in un progetto comune. In un settore ad alta intensità scientifica, l’umiltà organizzativa diventa un fattore competitivo. La leadership non è controllo, ma la capacità di far crescere persone e conoscenza.
Nel 2026, Menarini compie 140 anni e il suo patrimonio non è solo industriale e scientifico: è un’idea di impresa profondamente italiana, familiare e insieme globale, capace di resistere all’omologazione e di trasformare l’ heritage in strategia vincente.
Immagine da: menarini.com
