170 anni di italianità in salsa di pomodoro
Cirio: storia di un marchio italiano dal 1856 tra innovazione e heritage
C’è forse qualcosa di più partenopeo del marchio Cirio?
Per i boomer, l’associazione sembra quasi automatica: la conserva di pomodoro, il payoff “come natura crea” (Cirio conserva), un brand percepito come profondamente legato a Napoli e al Sud. Non è una convinzione ideologica, ma una percezione sedimentata. Anche il fatto che la prima maglia del Napoli indossata da Diego Armando Maradona al suo esordio ufficiale riportasse lo sponsor Cirio contribuì a rafforzare questa impressione: una visibilità forte, quotidiana, che rese il marchio ancora più “napoletano” nell’immaginario collettivo.
Eppure, la storia racconta altro. Cirio nasce a Torino nel 1856. Il fondatore Francesco Cirio è piemontese, formatosi tra i banchi del mercato ortofrutticolo di Porta Palazzo. In quel contesto matura una visione imprenditoriale coerente con il clima del Risorgimento: modernizzare, organizzare, rendere industriale ciò che fino ad allora era rimasto artigianale e locale.
Il successo di Cirio si fonda su un’innovazione tecnologica precisa e documentabile: l’introduzione in Italia dei principi dell’appertizzazione, il metodo di conservazione sviluppato circa mezzo secolo prima da Nicolas Appert, su impulso delle esigenze di approvvigionamento alimentare dell’esercito napoleonico. Applicata agli ortaggi e, in seguito, al pomodoro, questa tecnica consente di superare il limite della deperibilità, trasformando un prodotto stagionale in un alimento disponibile nel tempo. È qui che si innesta il nucleo del corporate heritage di Cirio: la tradizione non precede l’innovazione, ma ne è il risultato.
Con l’espansione dell’attività e il progressivo radicamento produttivo nel Mezzogiorno, in particolare in Campania, il marchio entra stabilmente nella vita quotidiana di milioni di italiani. Dal punto di vista cognitivo, la ripetizione di un’esperienza affidabile genera familiarità; la familiarità, nel tempo, diventa identità percepita. Forse è così che Cirio finisce per essere sentita come “di casa” a Napoli, pur restando, nelle sue origini, un’impresa piemontese.
Nel 2021 questo lungo percorso viene riconosciuto formalmente con l’iscrizione di Cirio nel registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale. La valorizzazione dell’heritage prosegue anche sul piano culturale: nel 2022 esce il romanzo “Che il mondo ti assomigli. La saga di Francesco” dedicato alla figura del fondatore, mentre nel 2023 viene emesso un francobollo celebrativo.
Oggi Cirio è parte del gruppo Conserve Italia e la sua storia mostra come l’identità di un marchio possa nascere altrove rispetto a dove viene percepita come più autentica. Ma è proprio questa capacità di attraversare territori, epoche e immaginari diversi, mantenendo coerenza industriale e simbolica, a costituire uno degli esiti più preziosi del suo heritage d’impresa.
