Dove comincia la memoria d'impresa
I buoni propositi del corporate heritage
Gennaio è il mese dei buoni propositi. Quelli che ci ripetiamo ogni anno, spesso simili, a volte persino prevedibili. Eppure non per questo inutili. Al contrario: è proprio la loro ritualità a renderli efficaci. Tornano ciclicamente, insistono, si rinnovano. Ci ricordano che alcune regole funzionano solo se praticate nel tempo, con una certa ostinazione.
La memoria d’impresa non è diversa. Anche il Corporate Heritage non nasce da un gesto isolato o da un progetto straordinario, ma da una serie di attenzioni ripetute, da pratiche quotidiane che, sommandosi, costruiscono continuità, identità, senso, in una parola: storia.
Con questo spirito nasce questa serie: dodici mesi, dodici attenzioni, dodici principi di Corporate Heritage scanditi dal calendario. Non perché l’heritage segua davvero i mesi, ma perché il tempo – come la memoria – ha bisogno di ritmo per essere ricordato. Il calendario diventa così un artificio utile: un modo semplice e quasi rituale per fissare concetti che, altrimenti, rischierebbero di sembrarci astratti.
Cominciamo dalle fondamenta.
Gennaio — Archiviare con metodo
Alzi la mano chi non ha messo tra i propositi del nuovo anno quello di essere più ordinati. L’anno inizia mettendo ordine. Archiviare bene non è un atto meramente tecnico, ma una scelta culturale. Significa decidere cosa merita di essere conservato, cosa entra a far parte della memoria condivisa. Senza ordine non c’è heritage, solo accumulo indistinto.
Febbraio — Dare un nome alle cose
Nominare, classificare, definire criteri comuni. La memoria cresce quando le informazioni parlano una lingua condivisa. Un lessico coerente rende il patrimonio leggibile, attraversabile, trasmissibile e, soprattutto, comprensibile. Senza parole comuni, l’heritage resta muto.
Marzo — Rendere il sapere accessibile
Ciò che non si trova non genera valore. Un archivio non serve a “esserci”, ma a funzionare. Accorciare la distanza tra chi cerca e ciò che serve, nel momento in cui serve, è una delle forme più concrete di valorizzazione della memoria.
Aprile — Mettere l’archivio al centro
Non un deposito statico e periferico ma un luogo centrale e attraversabile. Un archivio interrogato, aggiornato, utilizzato diventa infrastruttura del pensiero aziendale, non solo strumento di conservazione.
La dritta di “stagione”
La memoria ama l’ordine: ciò che è facile da trovare è anche più facile da ricordare.
Questo è solo l’inizio. Nei prossimi post parleremo di come si conserva la memoria mentre le cose accadono: perché l’heritage non nasce alla fine del percorso, ma cresce insieme ad esso, giorno dopo giorno
